BOGOTA’ – Lo scorso 31 agosto è nato ufficialmente il partito degli ex guerriglieri delle Farc, che concorrerà regolarmente alle elezioni colombiane del 2018. Il nome deciso dal congresso (a cui hanno partecipato 1200 delegati) è “Forza Alternativa Rivoluzionaria in Comune” (FARC), come annunciato su Twitter l’ex leader della ribellione, Rodrigo Londoño.

Lo scorso novembre le Farc, un movimento ribelle di ispirazione marxista, avevano firmato un accordo di pace con il governo colombiano, ponendo così fine a una lunga guerra civile che ha provocato più di 260 mila morti accertati, 60 mila persone scomparse e costretto 7 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. L’accordo prevede un periodo di “normalizzazione”, con i guerriglieri costretti a vivere in aree prestabilite e a restituire le armi per essere riammessi gradualmente alla vita civile. In cambio, a essi è stata garantita la partecipazione alla vita politica del Paese, con la possibilità di formare un partito e un numero di seggi in parlamento riservati, a prescindere dall’esito delle urne.

L’accordo è stato raggiunto nonostante a ottobre un referendum popolare avesse visto vincere di stretta misura il fronte del “no” alla proposta di pace. Da ampe fasce della popolazione e da alcuni politici di destra, infatti, il patto è visto come troppo “generoso” nei confronti degli ex ribelli. Per questo, alcuni ex guerriglieri e sostenitori avevano proposto di abbandonare il vecchio acronimo “Farc” nella scelta del nome per il nuovo partito, scegliendo nomi come “Nuova Colombia”. Tuttavia, alla fine ha prevalso la linea per mantenere il nome del vecchio movimento. Gli sforzi per il raggiungimento di un accordo sono valsi, lo scorso anno, il premio Nobel per la pace all’attuale presidente colombiano Juan Manuel Santos.

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