Non c’è pace per Sasha Sotnik, il coraggioso telereporter russo che nel settembre scorso è stato costretto a lasciare Mosca dopo pesanti minacce di morte per la sua attività di informazione “non allineata” e quindi non proprio apprezzata al Cremlino. Dopo essere stato avvertito che stava per essere «trasferito al reparto verdura e ortaggi» – come dire che lo avrebbero tritato – ed essersi trasferito in Georgia, gli insulti non gli sono mai mancati e le minacce non sono mai cessate. Minacce pesanti, esplicite di morte. Perché Sasha, 48 anni e un gran fegato, anche da Tbilisi ha continuato a fare il suo lavoro grazie ad alcuni collaboratori che con cautela realizzano servizi e glieli fanno avere da diverse città russe: lui li monta e li manda in onda sul suo canale Youtube “Sotnik Tv”, assieme alle inchieste che riesce a realizzare nel piccolo ma democratico Stato georgiano.

Le minacce che gli arrivano praticamente da quando è sparito dalla circolazione – ci racconta lui stesso – sono molto esplicite, e non le legge solo sui vari social-network russi su cui è presente.

Molte arrivano anche via posta elettronica, e due di queste – che pubblichiamo, hanno dato il via a una complicata vicenda che ha portato un estimatore di Sasha che si firma Surkaten a svolgere un’indagine, resa nota su “LiveJournal”, comunità di blogger che opera sulla nota piattaforma internazionale, il quale ha svelato gli autori della corrispondenza. Ma intanto ecco la traduzione delle due mail con le minacce, entrambe del 28 ottobre.

 

  1. 1 – Da “Belan Khamchiev”, titolo “Feccia ti uccideremo”: «Cagna, non ti metterà al sicuro la pubblicità. Pensi, che qualcuno voglia trasferirti al reparto ortaggi e verdure? Ti sbagli! Sarai trasferito nel reparto CARNI! Preparati lo smoking di legno! Corri, Sasha, corri!».

    mail-n-1-28-10-16
    L’email firmata da Belan Khamchiev: “Feccia ti uccideremo”

  2. 2 – Da una presunta “Unione dei sindacati RI”, titolo: “Beccherai il rompighiaccio, bastardo”: «Tu non hai passato il controllo. Non ti nasconderai in Giorgia!»

    mail-n-2-28-10-16
    E quella da una fantomatica Unione dei sindacati: “Beccherai il rompighiaccio, bastardo”

Ebbene, come viene dettagliatamente spiegato da Surkaten su LiveJournal, che pubblica anche la documentazione della sua ricerca degli indirizzi su Google e la corrispondenza tra quelli che chiama “malfattori”, lo stesso Sotnik a cui viene chiesto di partecipare con i suoi servizi a una non ben chiara operazione pare finalizzata a scopi pubblicitari, e a un altro soggetto dell’opposizione che viene coinvolto, emerge che autore delle minacce sarebbe il figlio di un deputato della Duma, il parlamento russo.

Dal canto suo Sotnik ha espresso il suo ringraziamento per la solidarietà, dopo la pubblicazione in esclusiva sulla nostra agenzia del suo allontanamento forzato da Mosca, ricevuta dal mondo del sindacato dei giornalisti italiani che ha dato spazio alla sua vicenda e ci ha dichiarato di essere assolutamente determinato ad andare avanti sulla sua strada.

LASCIA UN COMMENTO