I disagi della cecità? Si possono affrontare e spesso superare grazie al teatro. Generalmente non si fa caso, ma le persone non vedenti tendono ad essere rigide, a muoversi a piccoli passi aiutandosi col bastone bianco nel buio immenso che li circonda. Ebbene, imparare a recitare, calcare un palcoscenico, coordinarsi con i compagni li aiuta a sciogliere il corpo, a gestire lo spazio, ad essere più sicuri, a vivere meglio. Parola di Carola Stagnaro una lunga carriera come attrice teatrale, di cinema e di televisione (vedi qui), che da tempo si dedica volontariamente alle persone con disabilità e altri stati di disagio portando il teatro nella loro vita convinta che sia un metodo vincente non solo contro le malattie, ma anche per alzare la qualità della vita a chiunque.

Così, lunedì 5 giugno, per la terza volta con la collaborazione della sezione di Genova dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della Liguria e il patrocinio del Comune di Genova, ha messo in scena uno spettacolo teatrale – entrata libera – con attori non vedenti e ipovedenti nel Cinema teatro San Pietro di Genova. Un anno di prove in una sala messa a disposizione dalla Biblioteca Lercari presso Villa Imperiale a San Fruttuoso ed ecco “Il Viaggio – Carrozza 9, scompartimento e posto 9A”, liberamente tratto dal romanzo di Stefano Mantero, non vedente e fra i quattordici attori della Compagnia. Partecipazione, testo e regia di Carola Stagnaro e dell’attore Paolo Drago, musica di Gabriele Taccia. Un successo anche quest’anno.

Per vedere come si prepara uno spettacolo così particolare, ci siamo intrufolati con le telecamere nell’ultima giornata di prove nella saletta della Lercari, e abbiamo ripreso dal vivo sia il lavoro di Carola e Paolo, sia alcune scene dello spettacolo prima del debutto.

Carola Stagnaro ha esordito nel cinema con Ecce Bombo di Nanni Moretti, ha lavorato con registi come Dario Argento, Alberto Lattuada, Nikita Michalkov, Ruggero Deodato e ha lavorato con Massimo Troisi, Stefania Casini, Luca De Filippo ha avuto come maestri Dario Fo e Franca Rame, Mario Monicelli e un’infinità di attori e registi «dai quali ho imparato tutto fin da giovanissima», dice. Moltissime le sue interpretazioni teatrali e le fiction televisive di successo (fra cui Un posto al sole, Don Matteo, La squadra, Il maresciallo Rocca, Il generale Dalla Chiesa, Rex), solo per citare qualcosa.

Il suo impegno sociale l’ha portata a fare teatro nelle carceri, a far recitare i malati di Parkinson e, tre anni fa, ad avviare il progetto per i non vedenti. La maggiore soddisfazione? «Nel caso dei non vedenti constatare la loro trasformazione, il cambiamento positivo nella loro vita, con un diverso modo di muoversi, di sentirsi più sciolti, più leggeri. Lo scorso anno abbiamo portato in scena “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach. Nel gruppo c’erano persone che avevano perso la vista e altri che erano ciechi dalla nascita. Prova a immaginare come si può spiegare cos’è, com’è fatto un gabbiano a una persona che non l’ha mai visto, e a far volare qualcuno che non sa nemmeno che cosa significhi il concetto del volo…»

E come si fa in questi casi?

«Si copia. Ho usato il mio corpo muovendo le braccia e imitando il movimento delle ali, e loro appoggiandosi su di me hanno copiato il movimento e hanno imparato. È stato emozionante, soprattutto considerando che una persona che vive nel buio è sempre rigida perché ha paura di quello che la circonda e allargare le braccia nel vuoto provoca ansia, perché non sa cosa va a trovare. Eppure sono riusciti a volare, coordinandosi con i propri compagni, senza urtarsi».

Una bella prova anche per la vita di tutti i giorni…

«Certo, è proprio questo il punto. Nel gruppo c’erano persone totalmente chiuse in se stesse, che non riuscivano a parlare, che non comunicavano, e ora cantano, recitano, ballano, controllano le proprie emozioni. Io ho deciso di dedicarmi a queste attività perché è la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita. E ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato e soprattutto il mio amico Paolo Drago che mi ha seguita in questa avventura, un attore che ha una grande esperienza anche di teatro comico e ha lavorato a lungo con i bambini: ha contribuito ad alleggerire lo spettacolo, che è frutto di improvvisazioni fatte con i protagonisti».

Nel VIDEO (QUI) il servizio con le prove girato a Villa Imperiale.

 

 

 

 

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